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13 Gen 2012

E’ nato il progetto “Accoglienza e identità”

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A fine 2010 si è concluso il lavoro di ricerca e di studio di un gruppo di esperti ed operatori multiculturali dell’Associazione Amici di Sardegna di Cagliari che, grazie al contributo della Fondazione del Banco di Sardegna, ha progettato un interessante intervento in favore dei cittadini stranieri di prima e seconda generazione regolarmente soggiornanti in Sardegna. Il progetto è inoltre rivolto a ragazzi italiani che hanno interesse ad approfondire le tematiche della promozione della mediazione culturale, della integrazione linguistica, l’inserimento sociale e la salvaguardia delle diversità culturali degli immigrati. Partners del progetto sono: delle classi dell’Istituto professionale di Stato Sandro Pertini e dell’Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci di Cagliari e l’Associazione UNITI e la Fondazione ANFE.
Le attività saranno così articolate:
Tempi di realizzazione. Dal mese di febbraio al mese di maggio 2012 attraverso un corso di insegnamento della lingua e cultura italiana con approfondimenti sulla lingua e cultura della Sardegna. Seguirà un laboratorio di educazione civica.
Si terranno inoltre, presso le strutture messe a disposizione dell’organizzazione, una serie di incontri e laboratori di sensibilizzazione alla multiculturalità e al dialogo interculturale e intergenerazionale. Particolare attenzione sarà data alla lingue e cultura araba.
La partecipazione alle attività è totalmente gratuita. Per adesioni e informazioni scrivere entro il 30 gennaio a: amicidisardegna@tiscali.it indicando le generalità e i recapiti telefonici.
Per informazioni telefonare allo 070/651884

8 Gen 2012

ArtEco…quando l’arte diventa espressione di vita quotidiana.

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Sabato 7 gennaio si è tenuta a Cagliari una interessante manifestazione ArtEco presso la Sala polivalente del parco di Monte Claro, messo a disposizione dalla Provincia di Cagliari. La location dell’evento e la bellissima giornata di sole hanno contribuito alla piena riuscita della manifestazione organizzata dall’Associazione Amici di Sardegna in collaborazione l’Asecon ONG con il sostegno del CSV Sardegna Solidale.

Il progetto nasce da una semplice considerazione, ovvero, stando così le cose nel giro di vent’anni saremo soffocati di rifiuti e la qualità della nostra vita sarà compromessa dalla nostra stupidità. Homo sapiens, Homo economicus e Homo ecologicus. La società …in cui viviamo ci fa correre, ci fa essere tesi e preoccupati e, spesso, anche distratti e superficiali.

Ecco che la necessità di adottare nuovi modelli e comportamenti di vita appare improrogabile. Con l’arte ecologica si vuole richiamare l’uomo a riflettere e a ripensare i suoi modelli di vita sociale, si indicano strade da percorrere nel rispetto della ricchezza delle diversità, della pace, della nonviolenza, e dell’equità. In una parola della sostenibilità.

Il principio di Lavoisier “Nulla si crea e nulla di distrugge, ma tutto si trasforma” è il nostro principio ispiratore che è alla base di “Arteco”. Non distruggere mai il creato ma trasformarlo, plasmarlo adattarlo ridando nuova luce, funzione e utilità. Fra l’altro anche la filosofia di Richard Buckminster Fuller ha contribuito non poco alla realizzazione di questo evento…il suo principo della effemeralizzazione che si sostanzia in una frase: “Fare di più con meno”.

Questo ad altri aspetti sono stati trattati nel corso della manifestazione dove si sono presentati diversi artisti e artigiani che si ispirano a questa filosofia per presentare i loro prodotti e le loro proposte.

Inltre uno spazio della manifestazione è stato dedicato a Giulio Copparoni attraverso l’esposizione di alcune sue opere, versatile artista che, negli anni 70, è stato con la sua produzione artistica “Forme Nuove”  un vero e proprio ”caposcuola”. Infatti a distanza di oltre 20 anni dalla sua scomparsa si aprezza l’attualità e la profondità di contenuti delle sue opere.

Nel corso della serata numerosi ospiti sano stati intervistati dal giornalista Angelo Pili di Teleregione Sardegna, tra cui:
Simona Savastano – “Eco Bazar”
Roberto Copparoni – Presidente di Amici di Sardegna ONLUS

Emanuele Armeni – Presidente Commissione Politiche Sociali – Prov. Cagliari

Ignazio Tolu – Assessore all’Ambiente della Provincia di Cagliari
Ornella Loi – Presidentessa “Abbamama”
Daniela Mocci – A.S.A.R.P.
Francesca Fadda – Presidente “Art Meeting”
Antonella Montisci – Responsabile settore arte del riciclo “A, Se.Con. Ong”
Tiziana Mori – “Coopi Sardegna Ong”

Hanno aderito:

Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale

“Abbamama” – spazio Zooantropologico e nonviolento, Nido d’infanzia, Scuola dell’infanzia, Ludoteca, Centro di mediazione ePet-therapy

A.S.A.R.P. Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica. Durante la giornata verrà attivato il laboratorio del riciclo “Trash Art” a cura di Daniela Mocci

Cantiere Artistico di Riciclo “Hiç çöp yök!! _ Non esiste spazzatura!!”

“Fantasie di Fili”

L’esposizione opere e le installazioni saranno curate degli artisti di “Art Meeting” L’Associazione artistica di promozione culturale e sociale, con gli artisti Maria Jò Serreli, Mike FineArt TheBidda e Giorgio Polo. Collaborazioni: Emanuele Bob Currel, Francesca Fadda, Yashmina Perra, Fabio Costantino Macis e Chiara Cabiddu.

“Cris Hammer”

“Feltro E Frivolezze e Bibi Origami”

“Aquiloni per la vita”

“Nicoletta Rosas”

“Eco Bazar”

“RecycledArt Glass”

“Luci e Creazioni” di Luciana Bisio

“Coopi” Ong Sardegna

“Anou”

In considerazione del grande successo ottenuto nel mese di maggio si organizzerà un nuovo evento.

 

Si allega una scheda:

ArtEco 2012 – In
ricordo di Giulio Copparoni

 

 

 

 

Giulio Copparoni è stato un artista poliedrico e
versatile.

Ha realizzato numerose composizioni con l’utilizzo di
differenti materiali di scarto ispirandosi alla salvaguardia dell’ambiente, sia
esso naturale che umano.

Da ragazzo ha vissuto in diverse località dell’Italia,
abitando a Taranto, Bari, Roma, Venezia e Gorizia. Nel Friuli e nel Veneto ha
frequentato ambienti accademici e illustri artisti dove ha appreso i
fondamentali della sua arte e della sua tecnica.

Anni dopo venuto con la famiglia a risiedere a Cagliari
conseguì il Diploma  presso il Liceo
artistico. Trasferitosi a Capoterra alla fine degli anni ’60 allestì prima un
laboratorio presso la sua abitazione a Su Spantu e dopo realizzò il primo laboratorio
di ceramica di Capoterra “Forme nuove”, in Corso Gramsci dove, insieme a
Massimo del Piano, creò una linea di produzione artistica ispirata agli
ecosistemi e alla loro tutela.

In particolare ha realizzato delle opere in ceramica che
sono state esposte in diverse mostre fra cui anche in Germania  (Monaco e
Francoforte) dove hanno riscosso significativi apprezzamenti, alcune
delle quali acquistate da un noto collezionista, Horst Hummer.

Nel corso della sua attività utilizzò le seguenti tecniche
e materie:

pastelli, gessetti, carboncini, olio, tempera, acquerello,
acrilico, gesso, argilla, legno, bronzo, piombo, rame e alluminio.

Per diversi anni il suo laboratorio è stato meta di
artisti e creativi dove si sviluppava una vera e propria arte alternativa e fra
questi ricordo:

Argiolas, Satta, Lembo, Caredda, Saba e Valenza.

A distanza di anni ci si rende conto di quanto la sua arte
fosse attuale e allo stesso tempo proiettata verso il futuro.

Le forti tensioni politiche e sociali degli anni ’70
segnarono una vera svolta nella sua produzione…erano gli anni delle Brigate
Rosse, del saccheggio della Sardegna da parte dei signori della petrolchimica,
gli anni dei sequestri, gli anni della speranza…

In tutta la sua produzione si evidenzia una grande attenzione
per gli equilibri della natura e allo stesso tempo l’insipienza degli uomini
che distratti dal denaro e dal consumo…acquistano e non usano, corrono e non
apprezzano, soffrono e non sorridono. Ricordo che talvolta diceva: “L’uomo
aggredisce gli spazi alterandone gli equilibri …e non comprende che i danni
da esso arrecati sono sempre più irreversibili”. Egli viveva la creazione di un
opera con grande coinvolgimento, con sofferenza ed emozione allo stesso
tempo.  Ma questo suo turbamento
interiore, almeno per chi non lo conosceva bene, non traspariva mai. Pur
essendo in qualche modo schivo e introverso, era sempre positivo e sorridente e
si porgeva a tutti senza riserve, con autentica generosità. La sua carriera non
fu facile a causa del suo rigore e della sua intransigenza che lo portò, diverse
volte, a rifiutare allettanti proposte e commesse di lavoro. Spesso diceva con
un sorriso emblematico: “Purtroppo non mi so vendere…”.

Non accettava compromessi e questo lo portò ad essere
posto ai margini del panorama artistico ufficiale della Sardegna negli anni a
seguire.

“La Sardegna è una bellissima terra, lo sono un po’ meno i
suoi abitanti che la comprendono appieno quando se ne vanno”, “…altro aspetto
è che se vivi in Sardegna quasi sempre, purtroppo, per essere apprezzato devi
prima morire…”.

Questo era Giulio Copparoni. Un vero artista che ha
fedelmente dedicato la sua vita a quella che per lui era la sua unica
ragione…”Raccontare la vita in tutte le sue forme e manifestazioni attraverso
l’arte”.

 

Roberto Copparoni

 

22 Dic 2011

La Sardegna cerca la dignità del suo popolo!

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Come spesso accade le sorti della nostra isola si decidono fuori dalla Sardegna.

E’ una tradizione consolidata che nasce fin dalle origini della storia antica e arriva ai nostri giorni.
A Roma tempo fa si è deciso di riconvertire le nostre vocazioni economiche e produttive e oggi Francoforte disegna i nostri scenari futuri sempre con l’avvallo di Roma.
Nell’arco di poco più di sessanta anni siamo passati da una economia agropastorale con forti potenzialità di turismo di sostenibile e di qualità a un mix ibrido fatto di folclore petrolchimico e di archeologia para industriale che ha snaturato i luoghi e arrivando perfino ad altere i DNA delle persone in ragione dell’occupazione

Ma cosa è diventata oggi la Sardegna?

Continua ad essere una terra di missione per molti, per altri è un luogo di punizione e per i superstiti è un luogo di esistenza che diventa sempre più di sopravvivenza.

Peccato, però, che le regole dell’esistenza, non vengano stabilite dagli stessi interessati che fagocitati dalle regole della politica e della rappresentanza democratica, per via della notoria situazione di bisogno, spesso chinano la testa per garantirsi salari e stipendi, pensioni e CIG.
Quante volte abbiamo assistito a queste scene…Quante volte queste ragioni ci hanno fatto accettare o omissivamente tacere sulle negative vicende di cui tutti noi eravamo testimoni?

Oggi hanno deciso a Roma cosa fare della Sardegna. Ovvero far partire lo sventramento della nostra isola, questa volta in regione di un superiore interesse nazionale (Quale?). Per quanto si possa prospettare la cosa siamo in presenza di una ulteriore servitù: di passaggio? di tipo energetico?…
Non si capisce come mai questo progetto sia così importante visto che la U.E. Non lo ritiene assolutamente prioritario. E poi per chi è davvero importante? Per i sardi no di certo e ciò per alcune semplici ragioni.
Prima di tutto non è certo che i sardi ne beneficieranno. Infatti osservando il bilancio della RAS non vi è traccia di eventuali risorse che potrebbero rendere effettivo il collegamento del Gasdotto alle reti di approvvigionamento dei circa 250 comuni teoricamente coinvolti nella iniziativa sia in modo diretto che indiretto.
Se venisse realizzato il gasdotto verrebbero fortemente compromesse alcune aree protette e vincolate sia dal punto di vista naturalistico e ambientale che storico archeologico. Giusto per fare due esempi penso alle praterie di Poseidonia dove vive la pinna nobilis nell’area di Sant’Antioco, dove il gasdotto sottomarino proveniente dall’Algeria uscirà per finire sotto terra per circa 270 kilometri e anche alla zona archeologica di Paulilatino, uno dei territori dove è molto elevata la presenza di nuraghi e siti archeologici.
Altri motivi di avversità su questo progetto sono legati ad aspetti della sicurezza, economicità ed opportunità
Per essere chiari Il gasdotto, in parecchi punti, sarà fuori terra, ben visibile e ben delimitato, esattamente come le aree militari, e nessuno vi potrà accedere. La Società GALSI non dice che, una volta interrato il tubo del diametro di un metro e venti, è prevista una fascia di rispetto che, in base al Decreto Bersani, non può essere inferiore a 100 metri da un lato e 100 dall’altro. Inoltre, lungo tutto il tracciato sono previsti 38 PIDI, (Punti di Intercettazione e di Derivazione Importante) che, oltre a sezionare la condotta per motivi di sicurezza, hanno la funzione di consentire sia l’interconnessione con altre condotte sia l’alimentazione di condotte derivate dalla linea principale, ciò attraverso la costruzione di apposite centrali (altro territorio regalato e altro impatto per circa 40 ettari). Peraltro il nostro territorio in estate è spesso flagellato da incendi, figuriamoci cosa accadrebbe se un incendio dovesse lambire anche un metro di questo faraonico gasdotto…

Quanto alla economicità rileviamo che se il prezzo del gas è di 9-10 dollari, la durata media delle riserve di gas è di 25 anni. Se il prezzo del gas è di 4-5 dollari – come oggi – la durata delle riserve è pari a meno di 15 anni”. Il GALSI garantisce gas per 15 anni a decorrere dalla “messa in gas”. Ma il gasdotto e i collegamenti alle reti locali, se realizzate (Per la realizzazione delle quali non è stato stanziato un euro!) e se tutto dovesse andare per il verso giusto (cosa alquanto improbabile considerato che occorrerebbero almeno 4 miliardi di euro per la loro realizzazione), non verranno terminati prima del 2016-2020.
E di gas ce ne sarà sino al 2030 e dopo!!!

Infine ricordiamo che questo progetto non ci assicura l’indipendenza energetica, anzi ci rende dipendenti da un Paese straniero, instabile e culturalmente assai diverso dal nostro e dipendenti da un sistema di fonti energetiche non rinnovabili (petrolio, carbone, gas), gestito da enti e società inaffidabili (alcune indagate per corruzione internazionale in affari di gas). E’ inoltre risaputo che la compagnia algerina del gas SONATRACH e la russa GAZPROM si sono accordate per realizzare una vera e propria OPEC del gas.
L’unica indipendenza energetica ce la possono dare solo il nostro vento e il nostro sole …sempre che non ci rubino anche quello.

Roberto Copparoni
Federazione dei Verdi di Cagliari
Associazione Amici di Sardegna

14 Dic 2011

Legalità e Multiculturalità

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Nell’ambito del progetto “Legalità e Multiculturalità” organizzato dall’ ASECON, l’associazione informa che nei giorni 11 gennaio, 18 gennaio,  25 gennaio vi saranno i seminari tenuti dal dottor Pasquale Alfano – Fondazione Diritti Luca Raggio.

  • 11 gennaio – Costituzione Italiana
  • 18 gennaio – Ordinamento Regionale
  • 25 gennaio – Ordinamento Europeo

Dalle 17:45 alle 19:45  in via Baronia 19 a Cagliari.
Tutti possono partecipare anche come semplici uditori.

Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 070651884 in orario di ufficio.

10 Dic 2011

Progetto Giovani Cooperatori: Concluso il tirocinio in Brasile.

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Progetto Giovani Cooperatori: Concluso il tirocinio in Brasile.

 

Nell’ambito del Progetto Gio.Co.
realizzato dall’Ase.Con. unica ONG nata nella Provincia di Cagliari,  coofinanziato dalla RAS Assessorato della
Pubblica Istruzione ai sensi della L. R. 3/2008, si è concluso nei giorni
scorsi una impegnativa trasferta per gli allievi del corso, giovani sardi
provenienti da tutta la Sardegna.

Nel corso della trasferta durata
circa 20 giorni gli allievi, guidati da uno Staff del personale del Corso sono
stai impegnati in una serie di attività, ospitati in Enti pubblici, privati,
aziende, associazioni e Università,  presso tre località dello stato di Bahia.

Il comune di Amélia Rodrigues,
l’Isola di Bom Jesus dos Passos, nella Baia di Tutti i Santi e nella capitale
baiana presso l’amministrazione del Comune di Salvador a cui la città di
Cagliari si sta legando attraverso un gemellaggio.

I progetti in cui i giovani sono
stai inseriti vertevano su differenti ambiti fra cui:

Educazione alla sostenibilità,
progetti sociali, recupero delle diversità, commercio equo e solidale,
trattamento dei rifiuti, bioedilizia, agricoltura biologica, artigianato,
assistenza e animazione per le categorie protette, turismo sostenibile, filiera
della pesca e delle raccolta dei frutti di mare, filiera del latte e delle sue
trasformazioni. I giovani allievi hanno dimostrato buone capacità di adattamento a lavorare anche in contesti non sempre agevoli. Inoltre le stesse autorità che hanno ospitato i giovani si sono complimentati per le competenze e capacità possedute

dai giovani sardi.

Nel corso del soggiorno la
Delegazione ASECON è stata ricevuta dalla più alte cariche istituzionali fra
cui anche il Console d’Italia a Salvador,
Dott. Giovanni Pisanu, originario di Mores, che si è intrattenuto alcune
ore con i giovani fornendo loro tutta una serie di informazioni sulla presenza
degli italiani e dei sardi nello Stato di Bahia. Inoltre il Prof. Roberto
Copparoni, ha tenuto una lezione presso l’UNEB Università statale di Bahia, per
conto del Progetto Gio.Co, sul tema:

Dalla crisi dei mercati al futuro
desiderabile. Nel corso dell’incontro sono intevenuti il Console d’Italia, il
Direttore della Facoltà e alcuni docenti fra cui l’economista Prof. Egnaldo
Pellegrino.

Fra i riconoscimenti ottenuti
dalla Delegazione, fra l’altro riportati anche dalla stampa locale, vi è anche
l’attestazione della presenza della Sardegna nella manifestazioni organizzate
per l’anno dell’Italia in Brasile che sono iniziate a novembre di quest’anno e
si concluderanno a giugno del 2012.

Sono ormai oltre dieci anni che
la Sardegna è stabilmente presente nello Stato di Bahia e attraverso il III
settore e in virtù dei buoni rapporti instaurati con le autorità brasiliane si
sta cercando di coinvolgere sempre più il Comune e la Provincia di Cagliari e
la Regione Sardegna per realizzare alcuni progetti di cooperazione
internazionale. Del resto le collaborazione fra gli Atenei e gli Istituti
superiori dei rispettivi Paesi sono in fase avanzata, grazie anche a dei
protocolli di intesa sottoscritti fra il MIUR Sardegna, Università baiane,
Università di Cagliari e alcuni Istituti di Stato come il Pertini, il Gramsci e
l’Azuni.

Il Presidente dell’Ase.Con.
Roberta Manca ha detto: ” Si spera che il Comune, la Provincia di Cagliari
e la stessa RAS ci diano finalmente quello stabile supporto che è
indispensabile per la realizzazione dei nostri progetti, fatto di competenze e
professionalità che queste amministrazioni pubbliche possiedono. Non cerchiamo
finanziamenti ma specifiche e consolidate collaborazioni tecniche che possano farci
esportare i nostri saperi e capacità che troppo spesso sacrifichiamo per il
contingente a danno della progettualità e di un futuro più equo e più giusto.
In fin dei conti riteniamo che lo Stato di Bahia abbia tante affinità e
similitudini con la Sardegna ed è per questo che abbiamo realizzato questo
ponte di confronto e di proposte operative che speriamo si consolidi sempre più
anche grazie alla opportunità che l’Assessorato regionale alla Pubblica
Istruzione ci ha voluto offrire e, speriamo, voglia ancora sostenere nel
prossimo futuro”.

Visti i risultati ottenuti c’è
proprio da augurarcelo!

Ufficio Stampa

Angelo Pili

 

 

 

15 Nov 2011

Asecon Ong: giovedi 17/11/2011, 20 giovani studenti Sardi vanno in Brasile per tirocini Formativi nel campo della Cooperazione e per rappresentare la Sardegna in occasione della manifestazione “Momento Italia in Brasile”

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Grazie alla Regione Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, l’Asecon di Cagliari, unica organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Esteri, effettuerà un viaggio di istruzione per effettuare dei tirocini formativi rivolto venti giovani sardi selezionati nel corso Gio.Co (Giovani Cooperatori) finanziato ai sensi della L.R.3/2008.
Nel corso del viaggio, della durata di circa venti giorni, l’Asecon Sardegna seguirà i propri allievi presso le seguenti strutture: Educandario “Cuore di Maria” e Prefettura di Amelia Rodrigues; cooperativa di pesca dell’isola di Bom Jesus Dos Passos; UNEB (Università Statale di Bahia); Prefettura di Salvador, Segreteria Relazioni Internazionali, Consolato di Italia a Bahia e alcune locali O.N.G Brasiliane.
Per l’occasione sarà presentato il progetto “Patto Territoriale Sardegna – Bahia” a cui hanno già aderito l’Universita di Cagliari, Facoltà di Scienze Politiche e di Ingegneria, l’Universita Statale di Bahia, Facoltà di Scienze Economiche, il Consolato di Italia a Bahia e la Fondazione Progetto Sud U.I.L Sardegna.
La Sardegna sarà presente ai festeggiamenti organizzati per la manifestazione denominata “Momento Italia in Brasile, grande appuntamento che da ottobre 2011 a giugno 2012, celebrerà l’Italia in Brasile. Tra i 15 stati brasiliani interessati al progetto vi è anche lo stato di Bahia dove l’Asecon porterà il saluto della Sardegna nella città di Salvador, presso la rappresentanza Consolare Italiana del Capoluogo Bahaiano.
In particolare il Console d’Italia, Giovanni Vincenzo Pisanu, originario di Mores, presenzierà all’evento organizzato.
Ringraziandovi per la divulgazione.
Cordiali saluti.

Ufficio Stampa Asecon

10 Nov 2011

Un abbraccio per il Brasile, un abbraccio per il mondo.

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Un ponte immaginario collega la Sardegna al Brasile. E’ il progetto pilota “Sardegna-Bahia: un nuovo modello socio economico di concorrenza al mercato” presentato sabato 29 ottobre nell’ambito della manifestazione “Un abraço para o Brazil” voluta da A.Se.Con. che opera nel campo della cooperazione allo sviluppo. Amici Senza Confini è un’Organizzazione Non Governativa, per definizione indipendente dai governi e dalle loro politiche, nata nel 1999 con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo globale, pianificando interventi mirati al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni che vivono in situazioni di povertà o emergenza. Ha ottenuto nel 2008 il riconoscimento ministeriale e vanta un’esperienza maturata nel corso di oltre dieci anni di attività che, come sottolineato dalla sua Presidente Roberta Manca, ha portato l’associazione ad intervenire nel lontano Brasile cercando di stabilire con la popolazione locale rapporti umani e socio economici stabili e positivi, nel rispetto sempre delle loro richieste e necessità.
Un po’ di quella cultura carioca è arrivata a casa nostra a farci sentire tutti cittadini del mondo. Tra un ballo di samba e un’esibizione di capoeira, la degustazione di prodotti tipici e una mostra fotografica e artistica non sono mancati i momenti di riflessione. Le testimonianze di chi, per motivi diversi, ha vissuto un’esperienza dall’altra parte del mondo in un Paese, il Brasile, a detta di tutti meraviglioso e c’è da crederci, e di chi da quel paese è arrivato nella nostra Isola hanno fatto da cornice al lancio di un nuovo progetto per l’attuazione di un patto strategico territoriale fra la Sardegna e lo Stato di Bahia. Perché la scelta è ricaduta proprio su Bahia? Lo spiega Roberto Copparoni, referente area progetti A.Se.Con.:”Abbiamo ritenuto di intervenire in quella specifica area del Brasile dove la convergenza di ben tre culture continentali, africana, sud americana ed europea, rende la prospettiva di azione assai interessante e per certi aspetti esclusiva”.Se guardiamo oltre i nostri confini forse ci accorgiamo che operare in uno Stato molto lontano da noi non è poi così diverso che farlo qui nella nostra terra. Forse i problemi che i pescatori, gli agricoltori e i coltivatori di Bahia si trovano a fronteggiare sono gli stessi di quelli sardi. Allora un progetto che sperimenti un nuovo modello di sviluppo, studiato e opportunamente calibrato, può essere adottato in ogni parte del mondo. Non si tratta di esportare capitali, macchinari, mezzi di sussistenza ma passione, energia, esperienza, formazione, insegnamento e soprattutto voglia di confrontarsi con l’altro, con chi è diverso da noi ma in fondo non così tanto. A sostenere questo innovativo progetto la dichiarazione del console italiano dello Stato di Bahia nel manifestare la totale disponibilità della rappresentanza consolare italiana. Il 2 dicembre prossimo si darà ufficialità al patto strategico territoriale con la presentazione davanti alle autorità del governo Baiano.
Il progetto “Sardegna-Bahia” per un nuovo modello di sviluppo socio economico è sostenuto anche dalla Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari. La docente Annamaria Baldussi, che si occupa da circa vent’anni di cooperazione internazione, di tutela dei diritti umani, ci guida all’interno del Paese più popoloso del Sud America, al quarto posto per estensione geografica. “Il Brasile e la Russia, la Cina, l’India e, di recente acquisizione tra i grandi, il Sud Africa- afferma la Baldussi- sono Paesi da considerarsi quasi dei continenti, non solo per l’ampiezza territoriale ma soprattutto per quella culturale intesa a 360°”. Il Brasile, quasi sempre identificato nel nostro immaginario con la samba, il carnevale e la nazionale di calcio, è cresciuto così velocemente dal punto di vista economico e tecnologico da affermarsi sulla scena internazionale e imporsi sui mercati americani ed europei. ”Nonostante la grande crisi che anche il Brasile sta soffrendo-puntualizza la docente- ha registrato, a fine 2010, una percentuale in termini di PIL(Prodotto Interno Lordo) così elevata da piazzarlo ai primi posti nella gerarchia mondiale”. Allo stato attuale delle cose è l’unico Paese di tale ampiezza ad essere completamente autonomo sotto il profilo delle risorse energetiche. Allora ci potremo chiedere se ha un senso parlare di un progetto di cooperazione in quella terra. La risposta è si, ha un senso se consideriamo, prima di tutto, il profondo divario esistente fra il nord povero e il sud più ricco. Inoltre la politica economica attuata negli ultimi dieci anni dal governo di Lula(Presidente del Brasile fino al 1° gennaio 2011) ha interpretato pienamente il concetto di sviluppo sostenibile e tentato di metterlo in pratica. Come ci ricorda la professoressa Baldussi questo modello si spiega ancora oggi con la definizione coniata negli anni ’60: ci può essere progresso se viene rispettata le regola delle 3 E, ecologia, economia ed equità. “Mentre quella e di economia- precisa la docente- cresceva in maniera significativa, le altre, l’ ecologia e l’equità rimanevano un passo indietro soprattutto in quelle parti del paese più marginali e periferiche, il nord-est, le aree amazzoniche, le zone abitate dagli indios. Tutto questo fa in modo che si possa e si debba parlare di progetti di cooperazione internazionale”.
Come si fa concretamente un progetto? Non stupiamoci se ad entrare in gioco è l’Ing. Augusto Montisci della Facoltà di Ingegneria: anche un tecnico può progettare spinto dalla costante ricerca di nuove fonti di ispirazione. L’idea base è quella di copiare la natura e la strategia adottata utilizza- come spiega Montisci- il “paradigma dell’albero”. Le fasi del ciclo di vita di un albero, partendo dalla scelta del terreno, possono essere codificate e per analogia trasferite nell’attuazione del progetto di sviluppo di un nuovo modello socio economico come quello che si vuole portare nello Stato di Bahia in Brasile. Il percorso naturale mostra una serie di tappe che corrispondono agli step di avvio e consolidamento del progetto illustrati sapientemente dall’Ing Montisci. La stesura del progetto esecutivo, nel quale saranno delineate le modalità per le azioni future, è la prima fase, quella che in natura conduce alla scelta del tipo di albero. Si passa poi alla costituzione di un gruppo operativo iniziale che si inserisce nel contesto sociale in modo visibile(fase della semina). Il gruppo avvia semplici azioni di carattere sociale e culturale: costituzione di gruppi d’acquisto, censimento delle attività effettive e potenziali della comunità, istituzione di uno sportello di consulenza economico-finanziaria, assistenza alla formazione e all’istruzione, creazione di un centro culturale e ricreativo(fase della germinazione). Si procede con la creazione di un Consorzio Civico, di cui fanno parte anche i cittadini del luogo in cui si sta operando, che eredita il bagaglio di nozioni e attività svolte nella fase iniziale. All’interno del Consorzio si individuano due commissioni: la prima si occupa del reperimento delle risorse, fonti primarie(fase del radicamento); la seconda penserà all’erogazione di beni e servizi, fonti secondarie(fase della crescita e ramificazione). Una volta soddisfatto il fabbisogno interno il Consorzio può agire da impresa e aprirsi al Mercato fornendo beni e servizi(fase della foliazione). Potrà anche avviare attività non funzionali e fornire consulenze in merito al progetto in altre realtà(fase della fruttificazione). Con l’avvio del progetto in altre zone geografiche il cerchio si chiude(fase della disseminazione). Come si possono inserire in questo ciclo le persone che operano in Sardegna attraverso associazioni e istituzioni? “Attraverso la logica dell’innesto- prosegue Montisci- proprio come si fa con le piante da frutto. Qualunque cosa inseriamo deve però diventare parte del sistema stesso. Abbiamo tante possibilità: per fare qualche esempio possiamo pensare a corsi di formazione da svolgersi in loco, finanziamento di borse di studio, allestimento di un centro elaborazione dati per la gestione economica, creazione di un sito web che permetta di riferire all’esterno sull’evoluzione del progetto”.
I progetti funzionano solo se protagonisti sono gli individui, la società, le comunità. La cooperazione internazionale, per essere vincente, non deve esimersi dal concetto di scambio. Mettiamo a disposizione le nostre capacità, l’esperienza, le risorse economiche e tecnologiche ma in una logica di confronto. Con un po’ di buon senso possiamo mettere in pratica azioni concrete che, in un mondo proiettato verso la dipendenza dai mercati e la rincorsa al benessere a tutti i costi, si traducano in piccole rivoluzioni. “Non dimentichiamoci- ricorda la professoressa Baldussi- che far funzionare un progetto significa questo: oggi noi andiamo a Bahia, dall’altra parte del mondo, ma domani loro verranno qui e porteranno le loro esperienze, i loro saperi, la loro vitalità”.
Apriamo le braccia e incontriamoci, guardiamo oltre i nostri confini, spalanchiamo le menti e i cuori.
Barbara Piras

7 Nov 2011

Visita a Milis, Santulussurgiu e alle sorgenti di San Leonardo

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Domenica 13 novembre l’Associazione Amici di Sardegna e l’ASECON organizzano una visita guidata “Sulle strade dei Templari”. Si visiteranno i centri di Milis e di Santulusurgiu. In particolare a San Leonardo dopo il pranzo in agriturismo presso “Il Bosco delle quercie”, si visiterà con guide autorizzate la Chiesa Templare. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 070 651884. Le prenotazioni si chiuderanno il giorno 10 giovedi sera.

3 Nov 2011

Venerdi 4 Novembre Massimo D’Alema sarà a Cagliari

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Domani venerdì 4 novembre, alle ore 11.00, presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, in via Nicolodi 102, si terrà una Lectio Magistralis dell’on. Massimo D’Alema, con il seguente titolo: Rapporto tra Democrazia, rappresentanza e decisione. L’incontro sarà presentato da Roberto Copparoni Presidente dell’Associazione proponente Amici di Sardegna e da Tore Corona responsabile della Fondazione Enrico Berlinguer.
Seguirà un breve dibattito. I lavori si concluderanno alle ore 13.30.
La Lectio si inserisce, quale evento finale, nell’ambito del progetto regionale SARDI EUROPEI, approvato a valere sul bando L.R. 3/2008, relativo ai progetti a favore e dei giovani e degli adolescenti e promosso dall’associazione AMICI DI SARDEGNA (soggetto proponente), in collaborazione con ANCITEL SARDEGNA (soggetto attuatore) e con la FONDAZIONE ENRICO BERLINGUER, ANCI SARDEGNA e L’ASSOCIAZIONE TRECENTOSESSANTA, e rivolto a circa 250 giovani dai 18 ai 30 anni di età, residenti in Sardegna e provenienti dai consigli comunali e provinciali e dalle associazioni culturali dell’isola.
L’iniziativa è nata dall’idea di sviluppare, in una nuova generazione di ragazzi e ragazze impegnate nelle istituzioni e/o in attività culturali, una nuova coscienza civile, una maggiore consapevolezza delle sfide politiche e sociali del nostro tempo, maggiori strumenti di conoscenza delle istituzioni, in tutti i suoi livelli, e un’educazione alla legalità finalizzata alla crescita di una cultura partecipativa e democratica.
Il Contesto sociale e territoriale a cui si rivolge il progetto è quello regionale che presenta non poche criticità. I giovani tra i 18 ed i 30 anni in Sardegna sono 259.789 (Istat 2009) e rappresentano il 15,5 % della popolazione totale. La regione presenta un alto indice di vecchiaia (142 contro 113 Mezzogiorno e 141 Italia – dati Sardegna Statistiche 2007), che in alcune province come Oristano, Carbonia – Iglesias e Medio Campidano diventa particolarmente alto. ll sistema sardo dell’istruzione risulta particolarmente debole, con una alta percentuale di abbandoni scolastici (21, 8%) e una bassa percentuale di diplomati e laureati sul totale della popolazione. E da mettere in evidenza la maggiore scolarizzazione della popolazione femminile, non seguita pero da un altrettanto alto tasso di attività lavorativa delle donne, che rimane ancora bassa. L’associazionismo ed il volontariato sono molto diffusi nell’isola e 1/5 dei volontari sono giovani sotto i 30 anni (Sardegna statistiche – 2003).
Nel corso di un anno si sono svolte le seguenti attività:

A) cinque seminari, su base provinciale, della durata di due giorni ciascuno, nei quali sono stati affrontati, alla presenza di docenti qualificati, alcuni dei principali problemi della modernità.

B) 1 Open Space Technology dal tema “Cittadinanza locale e globale in un mondo che cambia: quali questioni aperte e quali sfide per la Sardegna?”, svoltosi ad Oristano, nel quale i partecipanti hanno fatto emergere i temi di maggior interesse, connessi al macro-tema fornito all’aula e hanno evidenziato i temi della nuova cittadinanza nella Sardegna che cambia.

C) quattro workshop, uno per aree territoriali omogenee, dedicato ai principali temi relativi alla Sardegna.

D) Una visita guidata di tre giorni a Bruxelles (dal 27 al 30 giugno), per incontrare le Istituzioni Europee, riservato a 16 (sedici) corsisti, selezionati da un apposito Comitato Scientifico. Il programma delle giornate ha previsto visite guidate presso le principali istituzioni europee (Parlamento europeo, Commissione europea, Consiglio europeo) e con gli organi della rappresentanza della Regione Sardegna presso le Istituzioni europee.

E) un evento finale; una lectio magistralis di Massimo D’Alema, il giorno 4 novembre alle ore 11.00, a Cagliari.
Cordiali saluti
Ufficio Stampa Amici di Sardegna

20 Ott 2011

Escursione a Esterzili e Seui ” Su Prugadoriu”

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L’Associazione Amici di Sardegna, organizza per domenica 30 una visita guidata a Esterzili e Seui. Per l’occasione si visiteranno il tempio e il villaggio nuragico di Sa Orgia e il centro storico di Esterzili. Successivamente si visiterà Seui dove nel centro storico si terrà la festa di “Su prugadoriu”.
La partenza con pullman è domenica 30 ottobre alle ore 7.30 dalla stazione di Piazza Matteotti; ingresso stazione delle ferrovie. E’ previsto il pranzo in un locale tipico. Il rientro è previsto per le ore 20,00. Per le prenotazioni e informazioni telefonare allo 070/651884 o passare in sede, via Baronia 19 in ore di ufficio, entro giovedì 27 ottobre.

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    La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
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    Non c'è nulla di illuminatonello sminuire se stessi cosicchè gli altri
    non si sentano insicuri intorno a noi.

    Siamo tutti nati per risplendere,come fanno i bambini.
    Siamo nati per rendere manifestala gloria di Dio che è dentro di noi.
    Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi.
    E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo
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    E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

    Nelson Mandela

  • Per porre rimedio alle lacune culturali

    Il nostro blog costituisce una proposta che potrebbe contribuire a far uscire la nostra città, dal limbo culturale nella quale versa da innumerevoli anni.
    In altre parole è il caso di superare i "Monumenti aperti" solo per pochi giorni, peraltro anche dati in concessione a pochi fortunati.
    La cultura, per come è rappresentata nella nostra città, determina solo rendite di posizione, politicamente volute allo scopo di consolidare lo "status quo".
    In altre parole non ci si preoccupa minimamente di verificare la qualità della fruizione offerta nei siti culturali, il gradimento dei servizi resi ne tantomeno di verificare la effettiva ricaduta in termini di crescita socio culturale, soprattutto per i residenti ed in particolar modo per i giovani.
    Nessuno, infatti si preoccupa salvaguardare e trasmettere i valori positivi della identità o di generare nella collettività un senso di consapevolezza e di partecipazione diffusa, quella che con il senno di poi contribuisce a qualificare una società veramente civile così come noi vorremmo essere, ma che non riusciamo a generare, anche a causa di una cultura stagnante ed autoreferenziale.

  • Per riflettere.

    Una città senza cultura è come...un albero senza foglie!
    Cagliari lo sta diventando?

  • Sani dubbi

    E' meglio avere sani dubbi che false verità...
    visto che la verità, almeno rispetto a quella espressa da questa società, non è quasi mai vera!
    Essa infatti rappresenta solo un "conveniente" punto di vista elevato a incontrovertibile dogma sociale sul quale fondare il proprio egoistico successo.

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